martedì 19 agosto 2014

Spezie e miscele

Buongiorno, eccoci con una nuova puntata di pillole di vegan, oggi voglio illustrarvi il magico mondo delle spezie e simili. Sarà lunga perchè sono davvero tantissime ma voglio provarci, con l'aiuto di internet per foto e info voglio creare una mini guida per questo speziato mondo. Iniziamo! Se volete approfondire l'argomento 'piante aromatiche' vi rimando ad un altro mio articolo qui
LE SPEZIE
Cos'è una spezia?? 
Tutti le abbiamo nella dispensa, sono sostanze aromatiche di origine vegetale, generalmente di provenienza esotica, che vengono usate per aromatizzare e insaporire cibi e bevande, e, specialmente in passato, usate anche in medicina e in farmacia
Qualche consiglio 
Di solito le spezie vengono essiccate e possono essere usate integre, oppure tritate, in polvere, in pasta o contenute in estratti. E'’ opportuno aggiungere le spezie alle pietanze con moderazione, senza esagerare, perché devono arricchire il gusto, ma non coprire totalmente i sapori degli alimenti. Inoltre le spezie devono essere conservate in modo corretto, perché il troppo caldo e l'’umidità, ma anche il freddo, possono alterarne l'’aroma e provocare muffe; di solito vengono conservate in contenitori di vetro, legno o ceramica, chiusi ermeticamente. Ne bastano davvero pochi granelli per insaporire un piatto, non esagerare!

ANETO
E' coltivato come pianta da condimento, le foglie e i semi sono molto aromatici. Si avvicina al finocchio per il suo odore e le sue proprietà, da ciò i suoi nomi di: finocchio bastardo, finocchio fetido e finocchio rizu. È una spezia molto utilizzata in Germania, nell'Est Europeo e in Scandinavia, e anche in India e in numerosi altri paesi del mondo. Inoltre le foglie, fresche o secche, sono impiegate per aromatizzare differenti preparazioni culinarie, generalmente le insalate e le salse; mentre i semi servono per profumare i liquori e le confetture. Dai semi si ricava anche un olio. Le sue proprietà hanno blandi effetti benefici per lo stomaco: digestive, aperitive, carminative (favorisce la fuoriuscita dei gas intestinali), antispasmodiche (attenua gli spasmi muscolari, e rilassa anche il sistema nervoso),diuretiche (facilita il rilascio dell'urina) e anti-infiammatorie (attenua uno stato infiammatorio), calmanti e preparatorie per il sonno


ANICE 
Sotto il termine anice vengono raggruppate diverse piante senza parentele botaniche, sono l'aniche stellato, l'anice verde e l'aniche pepato. 
E' usato per gusti nel campo dei gelati, in particolare ghiaccioli. I dolci possono venire preparati con i semi essiccati, ridotti in polvere o grazie all'aroma dei numerosissimi liquori a base d'anice. I liquori a base di anice hanno la particolarità di diventare opachi quando vengono aggiunti all'acqua (o viceversa) perché gli olii essenziali sono solubili soltanto in alcool. Difficile da trovare allo stato selvatico nella penisola italica, è facilmente coltivabile in giardino. Si semina dopo gli ultimi geli invernali. La raccolta dei grappoli dei frutti avviene in agosto-settembre. Asciugati al sole e sgranati si conservano in locale asciutto.

ANNATTO
O E160b, è un colorante giallo-rossiccio la cui struttura deriva dal carotene estratto dalla Bixa orellana, una pianta spontanea dell'Amazzonia coltivata soprattutto nell'America centrale e in India. Alcune popolazioni indios della regione costiera dell'Ecuador (Santo Domingo de los Colorados) utilizzano un impasto contenente annatto per colorarsi i capelli (Indios colorados). Le popolazioni indigene dell'Amazzonia utilizzavano l'annatto come repellente degli insetti e come antidoto del veleno contenuto nella varietà amara della tapioca.

AJOWAN

Conosciuta come erba del vescovo) è una pianta ombrellifera annuale originaria del Medio Oriente, probabilmente dell'Egitto. È ora principalmente coltivata e utilizzata nel subcontinente indiano, ma anche in Iran, in Egitto e in Afghanistan.
Dai frutti (e non dai semi come alcuni credono) di questa pianta è ricavata una spezia piuttosto rara dal sapore simile al timo (entrambe contengono timolo) ma con un gusto meno aromatico e leggermente amaro e piccante, associabile in questo al cumino. Il sapore, benché non molto aromatico, è particolarmente incisivo e bastano piccole quantità di ajowan per determinare il sapore di un piatto.
Nella cucina indiana l'ajowan non è quasi mai usato fresco ma essiccato o arrostito o fritto in olio. Talvolta è utilizzato come ingrediente della miscela di spezie chiamata berberé. Cotto con i fagioli, oltre ad insaporirli, riduce gli effetti flatulenti da questi causati.


CANNELLA
O cinnamomo è un albero sempreverde delle famiglia delle Lauracee, originario dello Sri Lanka, dal quale si ricava l'omonima spezia diffusa in Europa quanto in Asia. Vengono chiamate ugualmente cannella piante diverse. Le due più frequentemente usate come spezie sono Cinnamomum verum e Cinnamomum cassia. È usata in molti modi differenti da secoli. La tradizione occidentale la preferisce impiegata nei dolci di frutta, specie di mele, nella lavorazione del cioccolato, di caramelle e praline, come aroma in creme, nella panna montata, nella meringa, nei gelati e in numerosi liquori. La tradizione orientale e creola la usa anche nel salato. I bastoncini di Cannella conservano il loro aroma se riposti in barattoli di vetro ben chiusi e lontani da fonti di calore e dalla luce. Anche la polvere di cannella si conserva allo stesso modo, sebbene perda molto delle sue caratteristiche e del suo aroma.

CARDAMOMO
È molto utilizzato come aroma nella preparazione del caffè alla turca, del caffè arabo e del tè iraniano. Nella cucina mediorientale, cucina iraniana, turca e indiana è utilizzato per insaporire dolci e nelle miscele di spezie. Trova un suo utilizzo anche nella cucina dei paesi nordici (per esempio in Finlandia). Il cardamomo verde ha un gusto intenso e fortemente aromatico dal quale si differenzia il cardamomo nero che è più astringente, leggermente amaro e con un sentore di menta. Basta un piccolo baccello per insaporire un piatto. In India, i semi neri del cardamomo sono spesso un componente importante del garam masala e per insaporire il riso oppure vengono mischiati a foglie di betel e frutti di areca per formare un bolo detto appunto betel che rinfresca l'alito e favorisce la digestione.In Cina sono utilizzati per aromatizzare piatti di carne arrostita e nel Vietnam sono usati come ingrediente nel brodo per la minestra di tagliatelle detta Phở. Nella cucina etiope ed eritrea sono utilizzati nella preparazione dell'Himbasha, un pane celebrativo. Nonostante il sapore sia abbastanza diverso, spesso il cardamomo nero è usato come sostituto del cardamomo verde perché è molto più economico. In Iran e India, il cardamomo verde è largamente utilizzato per la cura di infezioni ai denti e alle gengive, per prevenire e curare malattie della gola ed alitosi, congestioni dei polmoni e tubercolosi polmonare, infiammazioni delle palpebre e anche disordini digestivi.

CARTAMO
Noto anche con il nome di zafferanone, è una pianta appartenente alla famiglia delle Asteraceae. Pianta spontanea e infestante, cresce selvatica sia in climi continentali che caldi o costieri; viene anche coltivata, per estrarre l'olio di cartamo (dai semi) e, dai fiori, la cartamina: un colorante per cibi dall'aroma e dal sapore che ricorda un po' quello dello zafferano. Attualmente il cartamo ha importanza soprattutto come pianta oleifera; il suo interesse per l'Italia è solo potenziale. L'olio di cartamo è un olio che si estrae dai semi. I semi contengono il 60% in olio. L'olio contiene il 75% di acido omega 6 (acido linoleico) e vitamina K. L'olio di cartamo viene utilizzato per produrre margarine speciali vitaminizzate. È indicato come rigenerativo della pelle. In cucina la polvere di cartamo può sostituire lo zafferano, ma il suo sapore è piuttosto lieve, mentre il colore è intenso. L'impiego come coagulante è in atto soltanto a livello industriale. Volendo preparare l'infuso, bisogna mettere a bagno 2 g di cartamo in una tazza di acqua bollente, filtrare e bere con l'aggiunta di miele. Questa spezia ha il potere di far coagulare il latte e rendere consistenti creme e budini. 
CHIODI DI GAROFANO

Diffusissimi in tutto l'Oriente, erano usati come ingrediente dei profumi e principio medicamentoso già nella Cina di 2200 anni fa. Arrivavano in Occidente tramite le vie carovaniere e già nel XVIII secolo a.C. ci sono tracce archeologiche in Siria di questa spezia. L'origine della pianta è indonesiana. Già gli antichi romani (i patrizi) usavano questa spezia per le sue proprietà antisettiche, quindi per calmare il dolore ai denti. Divenne una spezia rara ma conosciuta in Europa tramite la via dell'incenso, fin dal medioevo, e Dante stesso, ne parla come fossero un bene di assoluto lusso. Questa spezia ha un potere antiossidante (ORAC) tra i più elevati in assoluto, un indice di valore 314.446, circa 80 volte più potente di una mela, che notoriamente viene considerata un ottimo antiossidante. I chiodi di garofano hanno un profumo forte, dolce e fiorito, con una punta di pepato e di "caldo". Il composto maggiormente responsabile di questo aroma è l'eugenolo. Il gusto dei chiodi di garofano può ricordare gli infusi di carcadè. Si presentano con la caratteristica forma di chiodo che gli ha tributato il nome. Si acquistano interi in vasetti, e si utilizzano per infusione.

CORIANDOLO
Nelle civiltà mediterranee trovò impiego fin nell'antichità come pianta aromatica e medicinale; in alcune tombe egizie viene raffigurato come offerta rituale. i semi vengono utilizzati come spezia. Questi sono meno piccanti delle foglie, sono dolci con un lieve sapore di limone. Macinati, i semi di coriandolo costituiscono uno degli ingredienti del curry e del garam masala. Le foglie, in Oriente, sono utilizzate al posto del prezzemolo.Il coriandolo può essere usato come infuso contro i dolori di stomaco, è consigliato anche per problemi di aerofagia e le emicranie, aiuta la digestione e ha una funzione antidiarroica

CUBEBE
Conosciuto come pepe di Giava, è una pianta della famiglia delle Piperaceae, coltivata per i suoi frutti, che vengono poi fatti essiccare per essere usati come spezie e dai quali si ricavano oli essenziali. È diffusa nelle zone di Giava e Sumatra.  Ha un odore gradevole e aromatico ed un gusto associabile al pimento ma con note più amare. Poiché era molto diffuso nel Medioevo, molte ricette risalgono a quel periodo.  Può anche essere candito con zucchero o glassa di tamarindo. Nella cucina marocchina è spesso utilizzato in pasticceria; inoltre può comparire occasionalmente nella lista degli ingredienti per il ras el hanout. Nella cucina indonesiana può essere ingrediente del masala. In Polonia è usato per il Ocet Kubebowy, un condimento tipico composto di aceto, cubebe, cumino e aglio.


CUMINO 
La spezia è originaria della Siria, dove il cumino cresce in terreni caldi e aridi. I semi di cumino sono stati rinvenuti in alcuni antichi siti archeologici siriani. La conoscenza del cumino, probabilmente, attraversò Turchia e Grecia, ancora prima della dominazione araba in Spagna nel quindicesimo secolo. Come tante altre parole di derivazione araba, però, la parola "cumino" fu acquisita nell'Europa Occidentale attraverso la via spagnola, piuttosto che quella greca. Durante il Medioevo, la superstizione voleva che il cumino frenasse i polli, e gli amanti, dallo scappar via. Si credeva anche che gli sposi che avessero portato dei semi di cumino con sé durante la cerimonia nuziale, avrebbero avuto una vita felice. Il cumino ha un caratteristico sapore amaro e un odore forte e dolciastro grazie all'alto contenuto in oli. Si associa prevalentemente alla cucina indiana, può essere presente nel curry e con altre cucine esotiche (nordafricana, messicana) sebbene l'uso sia molto esteso in Spagna, specialmente nella cucina del sud-est della penisola iberica e nei territori germanofoni.

CUMINO NERO
Il piccolo e arrotondato fittone è commestibile crudo o cotto, e ha un gusto dolce come di castagne. La foglia può essere usata come una guarnizione in modo simile al prezzemolo. La spezia, come può suggerire il nome, ha gli stessi usi del cumino. Il frutto è una ricca fonte di timolo. Il timolo è utilizzato come antielmintico contro l'anchilostoma (un parassita intestinale) e anche come antisettico in molti preparati farmaceutici. Si tratta di uno stimolante, che stimola la diuresi e allevia la flatulenza. Rafforza le funzioni dello stomaco ed è un ottimo rimedio in caso di emorragia.

CARVI

Chiamato anche 'cumino dei pirati' è una pianta biennale appartenente alla famiglia Apiaceae, nativa dell'Europa e dell'Asia centro-occidentale e conosciuta nell'Africa nord orientale, ma coltivata sia in Europa, sia negli Stati Uniti d'America. In Italia è diffusa nelle zone subalpine e sull'Appennino settentrionale. I frutti, normalmente usati interi, hanno un sapore pungente simile all'anice ed un aroma che proviene loro dagli oli essenziali in essi contenuti, quali il limonene ed il carvone. Vengono usati come spezie, specialmente nei paesi del nord Europa, per aromatizzare il pane ed in particolare quello di segale. Il frutto del cumino dei prati è usato anche per la produzione di liquori, come il Kümmel. Le radici della pianta sono eduli e possono essere consumate bollite, come le carote. In Libano è usato nel Meghli, un tipico budino con farina di riso, anice,cannella e, appunto, carum carvi. Solitamente si prepara per festeggiare la nascita di un bambino e viene offerto agli ospiti in coppette, in genere con sopra del cocco grattugiato e frutta secca.

CURCUMA 
Il nome zafferano delle Indie si riferisce al colore giallo, unica somiglianza fra la curcuma e lo zafferano: dal rizoma giallo della curcuma si ottengono la polvere di curcuma, una spezia molto usata nella gastronomia indiana e asiatica in generale, e una sostanza gialla adoperata in tintoria.
I rizomi vengono bolliti ed essiccati al sole o in forno, e dopo vengono schiacciati in una polvere giallo-arancio. Il suo ingrediente attivo è la curcumina che ha un sapore terroso, amaro, piccante ed estremamente volatile, mentre il colore si conserva nel tempo.
La polvere di curcuma è uno degli ingredienti del masala (che coincide all'incirca con ciò che in Occidente viene chiamato curry), a cui dà il colore giallo intenso e caratteristico. Tra gli additivi alimentari codificati dall'Unione Europea, la curcumina, per una serie di circostanze, occupa il primo posto: E100. 
DRAGONCELLO 
È coltivata nell'Europa occidentale per i suoi usi gastronomici. Foglie e fiori vengono raccolti nei mesi più caldi. È molto utilizzata nella cucina toscana. Ha proprietà antisettiche e digestive. Le foglie contengono sali minerali e le vitamine A e C. Masticare le foglie riduce la sensibilità delle papille gustative, favorendo l'assunzione di medicine amare. Solitamente le foglie si usano tramite un infuso. Le radici danno sollievo al mal di gola e l'infuso di foglie stimola l'appetito. Il sapore del dragoncello è pungente e aromatico, a metà tra il sale e il pepe, per questo possiamo considerarlo un ottimo esaltatore di sapidità naturale, utile per chi non può assumere sale per motivi di salute

FIENO GRECO 
Se ne trova traccia nella Persia e nell'antico Egitto. A nord delle Alpi fu ambientata nei giardini dei monasteri dai monaci benedettini. Citata nel "Capitulare de villis" (del 795 circa) di Carlo Magno.
I semi vengono comunemente e largamente utilizzati in cucina. Ha un odore caratteristico per taluni di difficile apprezzabilità. È ancora utilizzata come foraggio in India, utilizzata anche come un tipo di tè, utilizzata nell'industria dei cosmetici, utilizzata nei periodi di convalescenza, utilizzata come alimento sotto forma di germogli crudi e non e spesso utilizzata nel curry.


GALANGA 
Viene usata per lo più per le sue proprietà terapeutiche anche se un tempo la si ritrovava nelle ricette di cucina associata con la noce moscata e l’ aglio. Anche oggi viene utilizzata in cucina, spesso abbinata a piatti di riso. Possiede proprietà simili allo zenzero: stimolante, carminativo e stomachico. Viene usata contro la nausea, flatulenza, dispepsia, reumatismi, catarro e enteriti, in omeopatia e veterinaria anche per le sue azioni antibatteriche e toniche. In India è un tradizionale deodorante corporeo e rimedio contro l’ alitosi. Usati in Europa e Asia per secoli come potenti afrodisiaci.

GINEPRO 
E' un genere di piante appartenente alla famiglia delle Cupressaceae che comprende il ginepro comune, ma anche tante altre specie apprezzate per la qualità del legno dell'arbusto (Juniperus virginiana) o come piante ornamentali (Juniperus sabina e Juniperus rigida). Il Juniperus communis, noto come ginepro comune o semplicemente ginepro è un arbusto sempreverde, di altezza compresa tra 1 e 10 metri, con foglie aghiformi e bacche (o coccole) blu-viola ricoperte da una pellicola opaca chiamata pruina. In Italia è molto diffuso sulle Alpi ma anche sull'Appennino fino al Lazio e in Sardegna. Il ginepro ha numerose virtù: è stomachico e masticarne le bacche facilita la digestione, è un antisettico naturale per le vie urinarie e respiratorie (utile per la cura della calcolosi urinaria, per sedare la tosse o come espettorante) e ha proprietà antireumatiche, spesso infatti l'olio essenziale di ginepro viene usato per massaggi. Massaggiare il corpo con olio di ginepro aiuta a rilassare i muscoli contratti, a previene i crampi e a tonificare i tessuti connettivi. Il ginepro era molto amato già al tempo dei Romani e Apicio lo indicava come spezia indispensabile nella cucina di un cuoco e ottimo sostituto del pepe, le bacche del ginepro hanno un sapore acidulo

ISSOPO 
La coltivazione può essere remunerativa dove c’è molta richiesta di essenza e la raccolta delle piante spontanee è troppo costosa. La pianta si propaga per seme o per via agamica. La semina si esegue in giugno- luglio in semenzaio a terra oppure in contenitori. La propagazione agamica si effettua per divisione di cespi o per talea. La pianta cresce bene sui terreni calcarei, sciolti, preferibilmente in collina. Questa pianta è molto resistente al freddo e al secco. In fatto di fertilità non richiede molte attenzioni, in casi particolari si può effettuare una concimazione a base di letame o di zolfo. Mediamente queste piante hanno un ciclo produttivo che dura 4-5 anni.
Ha un sapore di menta un po' amaro e può essere aggiunto alle minestre, alle insalate, anche se dovrebbe essere usato con parsimonia poiché il sapore è molto forte.Entra nella composizione del liquore Chartreuse.L'issopo è un ingrediente dell'acqua di Colonia.Viene usato anche in alcune celebrazioni liturgiche della Chiesa cattolica per aspergere l'assemblea di fedeli.

LEVISTICO 
Il seme maturo di questa pianta si usa nei liquori, nelle insalate, nelle schiacciate; l'aroma della pianta è simile al sedano, ma è più gradevole. Il levistico è utilizzato come sostituto di una spezia indiana, l'Ajowan, essendo il primo più comune in Europa.
Il Levistico, denominato anche "Sedano di montagna", era abbondantemente usato nella cucina dell'antica Roma. È infatti presente in molte delle ricette di Apicio, ad esempio nel De re coquinaria.
Era anche molto apprezzato dai monaci benedettini che, nel medioevo, lo diffusero negli orti e nelle corti, soprattutto del nord Europa dove oggi è ancora molto usato.
Ha un sapore vicino al sedano, ma con un profumo molto più intenso, più pungente che lo rende molto gradevole.

LIQUIRIZIA 
Il nome liquirizia deriva da due parole greche: “glykys” che significa dolce e “rhiza” che sta per radice. Conosciuta sin dall'antichità per il gusto delizioso e per le proprietà medicamentose, la liquirizia era citata da Ippocrate, utilizzata da Napoleone per calmare i dolori allo stomaco prima delle battaglie, fu trovata nel corredo funebre di Tutankamon e negli ospedali francesi veniva unita a orzo e gramigna per preparare tisane salutari. Gli effetti benefici di questa radice ne fecero per lungo tempo un prodotto esclusivo e piuttosto costoso delle farmacie.
In Italia fu solo dopo il 1930 che la liquirizia trovò il suo posto nel mercato dolciario sotto forma di pastiglia acquistabile in pasticceria o in tabaccheria (per le proprietà antiinfiammatorie utili alla gola dei fumatori). 
In cucina la liquirizia è molto usata per la preparazione di dolci e caramelle ma il suo sapore dolce e amarognolo allo stesso tempo sta giocando un ruolo sempre più importante anche nelle pietanze salate.
MACIS 
O fiore della noce moscata è dal sapore più delicato della noce moscata, è utilizzato in cucina per piatti salati composti di colore chiaro e luminoso, giallo o arancio, in modo analogo allo zafferano, così come nella preparazione di miscele di spezie (ad esempio il curry), negli aceti speziati per la conservazione delle verdure o nella preparazione di liquori casalinghi come il nocino

MENTA
In medicina ha funzioni di digestivo, stimolante delle funzioni gastriche, antisettico ed antispasmodico, tonificante; si possono preparare decotti e infusi.
Secondo alcuni, sarebbe sconsigliabile assumerla di sera perché potrebbe causare disturbi del sonno. Inoltre (secondo le teorie degli omeopati) sarebbe da evitare nel caso si stia facendo una cura omeopatica perché ridurrebbe l'assorbimento dei farmaci omeopatici.Presenta controindicazioni come il reflusso gastroesofageo e l'ulcera gastrica e l'uso dell'olio essenziale si deve evitare nei soggetti con gravi epatopatie, insufficienza renale e favismo..In cucina si usa nelle zuppe, nelle salse, per preparare liquori, sciroppi, caramelle. Le caramelle alla menta sono largamente usate per il loro gusto e per la loro capacità di rinfrescare l'alito e lenire il mal di gola.Molto usata per aromatizzare alcune varietà di tè verde: tipico il tè verde maghrebino.Dalla menta si estrae il mentolo, che è un ingrediente di molti profumi, cosmetici, medicinali e viene usato persino per aromatizzare le sigarette.
MIRTO 
Per il suo contenuto in olio essenziale (mirtolo, contenente mirtenolo e geraniolo e altri principi attivi minori), tannini e resine, è un'interessante pianta dalle proprietà aromatiche e officinali. Al mirto sono attribuite proprietà balsamiche, antiinfiammatorie, astringenti, leggermente antisettiche, pertanto trova impiego in campo erboristico e farmaceutico per la cura di affezioni a carico dell'apparato digerente e del sistema respiratorio. Dalla distillazione delle foglie e dei fiori si ottiene una lozione tonica per uso eudermico. La resa in olio essenziale della distillazione del mirto è alquanto bassa.
Il prodotto più importante, dal punto di vista quantitativo, è rappresentato dalle bacche, utilizzate per la preparazione del liquore di mirto propriamente detto, ottenuto per infusione alcolica delle bacche attraverso macerazione o corrente di vapore. La popolarità di cui gode questa pianta in Sardegna è notevole al punto che questa pianta è oggetto di consuetudini consolidate. In autunno presso i mercati civici e gli ambulanti si trovano facilmente le bacche di mirto pronte per essere messe in macerazione per la preparazione casalinga del liquore. Lo stesso liquore è ormai diventato il digestivo per eccellenza offerto, spesso in omaggio, nei ristoranti al termine del pasto. Infine, i rametti di mirto sono frequentissimi come ornamento nei banchi delle delle rosticcerie.
MENTUCCIA 
In Sicilia entra a far parte dell'aromatizzazione delle olive da tavola, per il gusto e l'odore che trasmette quando posta in salamoia con esse. In Lazio si usa per la preparazione dei carciofi alla romana. In Irpinia, (Quaglietta di Calabritto), sotto il nome di "Zenzifero", è unita con ricotta per costituire ripieno di ravioli magri, o frittate. In Calabritto è anche usata per preparare un particolare liquore aromatico. In Toscana, si usa per condire i funghi.
Nell'uso culinario non deve essere confusa con la menta romana (Mentha pulegium), la quale ha un sapore molto più forte, ed a Roma viene usata per la preparazione dell'agnello e della trippa alla romana.

NIGELLA 
La nigella era conosciuta ed apprezzata già dagli antichi egizi: sono stati ritrovati i suoi semi in diversi siti archeologici dell'Egitto (nella tomba del faraone Tutankhamon, per esempio, erano presenti delle anfore colme di olio di nigella). Sebbene il suo esatto ruolo nella cultura egiziana sia a noi sconosciuto, questi ritrovamenti ci dicono che i semi e l'olio della pianta sono stati attentamente selezionati per accompagnare il faraone dopo la vita e, quindi, dovevano avere un ruolo rilevante nella società. Il seme viene utilizzato come una spezia. Ha un sapore amaro e pungente con un debole odore di fragole. Viene utilizzato principalmente per la preparazione di liquori, caramelle e dolci in genere. Nella cucina mediorientale trova posto nelle ricette di dolci tipici e di biscotti tradizionali; spesso viene usato anche per insaporire e ricoprire particolari tipi di pane (la varietà di pane naan chiamato Peshawari naan), o come decorazione nelle insalate. L'olio di nigella è usato negli Stati Uniti come integratore dietetico e può essere tranquillamente consumato anche sul pane.

NOCE MOSCATA 
La noce moscata stimola la digestione, è carminativa, antisettica e attenua alcuni disturbi come vomito, nausea e diarrea.
Secondo la medicina popolare, tra le virtù di questa spezia c'è anche quella di essere considerata un potente afrodisiaco.

L'olio estratto dalla noce moscata è efficace, per uso esterno, contro dolori nevralgici e reumatici.
Particolare attenzione va fatta nel non abusare di noce moscata. Questa noce, infatti, se consumata in dosi elevate (parliamo di dosi che superano i 5 grammi) provoca alterazioni di coscienza e allucinazioni oltre che dipendenza. Il sapore della noce moscata è raffinato, dolce ed esotico con una nota appena piccante. In cucina viene utilizzata come ingrediente di dolci, creme e budini, ma anche in pietanze salate come purè di patate e verdure lesse, che arricchisce con un profumo speziato. Una spolverizzata di noce moscata è perfetta per aromatizzare cocktail e bevande alcoliche come vino caldo

PAPAVERO 
Esistono diverse varietà di papavero, da quello da oppio al papavero comune, detto rosolaccio. 
I semi di papavero possono essere bianchi o neri e sono, come tutti i semi oleosi, una ricca fonte di grassi e proteine.
Sono inoltre una preziosa riserva di manganese, calcio, acido linoleico (Omega 6) e vitamina E. Come tutti i semi oleosi, anche i semi di papavero sono molto utilizzati negli impasti di prodotti da forno e in pasticceria: davvero gustoso l'abbinamento con gli agrumi che vede spesso questi semini coprotagonisti di torte assieme ad arance o limoni.
Sono molto utilizzati nella cucina tedesca e in Italia appartangono alla tradizione culinaria del Trentino-Alto Adige. Un classico, ad esempio, è lo strudel ai semi di papavero.


PAPRICA 
Un cucchiaino di paprika sono circa due grammi. In linee generali, si può dire che la paprika ha proprietà toniche, stimola l’apparato digerente e facilita la digestione, rinforza quello circolatorio ed è antisettica. Per essere un po’ più precisi, 100 grammi di paprika contengono quasi 15 grammi di carboidrati, 55 grammi di zuccheri, 13 grammi di grassi, 37 grammi di fibre e 34 milligrammi di sodio, per un totale di 289 calorie.La paprika ha un gusto delicato, leggermente amaro, poco piccante e aromatico. Il suo lato piccante è molto dolce e lieve, così da non oscurare il gusto delle pietanze. La paprika può essere dolce, o piccante, quando viene macinata anche la parte interna del peperoncino e i semi. La paprika, va conservata in contenitori ben chiusi e al buio; va consumata in un tempo molto breve, in quanto tende a scurirsi presto e ad acquistare un sapore sgradevole.

PEPE NIGRUM 
Da una particolare lavorazione dei frutti del Piper nigrum, una pianta della famiglia delle Piperaceae originaria dell'India, si ottiene la spezia che conosciamo come pepe nero. Dagli stessi frutti, attraverso procedimenti di lavorazione diversi, si ottengono anche altre specie di pepe: il pepe bianco e il pepe verde. La piperina, l'alcaloide contenuto nel pepe, rende la spezia stimolante, tonica e stomachica e, stimolando la secrezione di succhi gastrici, facilita il processo digestivo e agevola l'assorbimento dei nutrienti traendo il massimo beneficio dal cibo ingerito.
Sconsigliato in caso di gastrite, ulcera o emorroidi perché irrita le mucose. Il pepe nero è davvero il re delle spezie e con i suoi grani piccanti e aromatici insaporisce moltissime pietanze nelle ricette di tutto il mondo.  Con i grani interi si arricchiscono brodi mentre macinati al momento aromatizzano con decisione pastasciutta, zuppe e risotti. l sapore del pepe bianco risulta più tenue e dolce rispetto al tipo nero. I suoi grani sono più piccoli, più profumati e meno piccanti, perfetto per aromatizzare salse e patate lesse



PEPE ROSA 
Il pepe rosa in realtà non è davvero pepe. A differenza infatti di pepe nero, bianco e verde, che sono i frutti (differentemente lavorati) del Piper nigrum, il pepe rosa è il frutto di una albero sempreverde chiamato Shinus molle, originario dell'America Latina.Il frutto che nasce dallo Shinus molle ha il caratteristico colore rosa e somiglia molto nella forma ad una bacca di pepe, per questo è chiamato comunemente pepe rosa o falso pepe pur avendo un sapore completamente diverso e molto più delicato e dolce.Il pepe rosa è piuttosto delicato e il suo aroma è dolce e speziato con delle note di limone e fragola. In Ecuador i grani di pepe rosa sono molto diffusi come condimento per le pietanze ma anche per insaporire liquori e aceto, in Cile aromatizzano il vino, mentre in Messico è utilizzato nella preparazione del pulque, una bevanda alcolica molto antica considerata sacra.

PEPE LUNGO 
Prima della scoperta del continente americano da parte degli europei, il pepe lungo era una spezia molto importante. La storia antica del pepe nero è spesso interconnessa (ed a volte confusa) con il pepe lungo. I romani conoscevano entrambe le specie che chiamavano con lo stesso nome. Molti antichi botanici credevano, erroneamente, che il pepe nero ed il pepe lungo provenissero dalla stessa pianta. Solo dopo la scoperta dell'America e del peperoncino, la popolarità del pepe lungo andò lentamente scemando. Il peperoncino, che dopo l'essiccazione aveva il sapore e la forma del pepe nero, era più facile da coltivare anche in territorio europeo. Al giorno d'oggi il pepe lungo è un ingrediente molto raro nella cucina europea, mentre viene ampiamente utilizzato nella cucina indiana, indonesiana, malese e nordafricana.
  
PEPE DI SICHUAN 
Il pepe di Sichuan è una piccola bacca ottenuta dalle piante del genere Zanthoxylum fortemente utilizzata in Asia come spezia. Il nome pepe è dovuto al fatto che la bacca può ricordare una bacca di pepe nero, ma tra le due spezie non c'è correlazione.
Il pepe di Sichuan ha un sapore particolare: non è pungente come il pepe nero o il peperoncino, ma, dopo il piccante, presenta un leggero aroma di limone e lascia in bocca un leggero intorpidimento (causato dal 3% di hydroxy-alpha-sanshool in esso contenuto). A differenza del vero pepe i semi interni vengono scartati e si usano solo i gusci che li contengono; i quali di solito vengono tostati e macinati appena prima del loro utilizzo in qualche ricetta e generalmente vengono aggiunti all'ultimo momento, a fuochi ormai spenti. Nella cucina cinese si accompagna spesso allo zenzero e all'anice stellato.


PEPERONCINO 
Per la medicina cinese e la medicina ayurvedica il peperoncino è un ottimo rimedio contro depressione, inappetenza e cali metabolici. Questo perché, di base, entrambe le antiche tradizioni attribuiscono al peperoncino un'azione rigenerante sul sangue.Data la notevole quantità e il peso dei frutti, la pianta di peperoncino dovrebbe essere sempre sostenuta con delle piccole canne di bambù alte circa 50 cm e legata con della rafia. Per ottenere dei frutti più grossi, poi, basterà togliere al peperoncino qualche corolla nel momento della fioritura. Se decidete di coltivare il peperoncino in vaso sul terrazzo,la grandezza de contenitore deve essere minimo di 20-30 cm di diametro, per favorire un buon drenaggio dell'acqua ed evitare ristagni o marciumi. Per calmare il bruciore prodotto dal peperoncino sulla lingua non bisogna bere acqua; il modo migliore per attenuare l'irritazione è masticare del pane o bere del latte. In Calabria, nella Riviera dei cedri, si prepara un ottimo digestivo di cedro e peperoncino. Si ottiene mettendo in infusione nell'alcool corteccia di cedro e polvere di peperoncino piccante. Si chiama Zafarà. Inoltre, in Calabria si tiene ogni anno il Peperoncino Jazz Festival.

PIMENTO 
Il pimento, anche chiamato pepe giamaicano o pepe garofanato, è una spezia ricavata dai frutti essiccati della Pimenta dioica, un albero sempreverde, della famiglia del Mirto e originario della Giamaica. Il nome deriva dal termine spagnolo pimenta, cioè "pepe". In lingua inglese è chiamato anche allspice, perché sembra combinare cannella, noce moscata e chiodi di garofano. Negli Stati Uniti è utilizzato soprattutto nei dolci, ma è uno dei principali ingredienti del Cincinnati chili. È comunemente usato in Gran Bretagna per molte ricette, per esempio nei pancake. Usato anche nella creola: miscela di pepe bianco, pepe nero, pepe verde, pepe rosa e pimento.
Nel XVIII secolo il pimento era usato come deodorante; per esempio, i soldati russi erano soliti mettere alcune bacche di pimento nei loro stivali. Contiene eugenolo, un agente antimicrobico. Secondo la tradizione popolare pare che aiuti la digestione.


RAFANO 

Per alcune specie di questo genere la medicina popolare riconosce le seguenti proprietà curative : antiscorbutica (combatte lo scorbuto con la presenza di vitamine), antielmintica (elimina svariati tipi di vermi o elminti parassiti), antibatterica (blocca la generazione dei batteri), antispasmodica (attenua gli spasmi muscolari, e rilassa anche il sistema nervoso), astringente (limita la secrezione dei liquidi) e stimolante (rinvigorisce e attiva il sistema nervoso e vascolare). In particolare le radici stimolano l'appetito e la digestione. Alcune specie (in modo particolare Raphanus sativus) sono eduli. Le radici di queste specie trovano impiego come antipasto o condimento a particolari piatti anche per assolvere ad una funzione di decorazione. Anche le giovani foglie possono essere mangiate crude in salata con altre verdure.

SANTOREGGIA 

La santoreggia (Satureja) è un'erba molto usata in cucina, che appartiene alla stessa famiglia della menta. Tra le specie più utilizzate, si ricordano le specie Satureja spicigera, detta invernale, Satureja hortensis, detta estiva e Satureja montana). La pianta si utilizza per condire legumi, o nella preparazione dei liquori o come erba medicinale.





SENAPE 
Le piante di senape raramente raggiungono un'altezza superiore ai 2 metri, hanno foglie inferiori larghe pennatifide, mentre le superiori sono piccole e allungate. Il fiore è giallo a forma di pannocchia. Esso sviluppa il frutto, che contiene numerosissimi semi piccoli e arrotondati da cui si ricava la famosa salsa di condimento, dal sapore tipicamente aspro e piccante.
Senape in casa
Ingredienti
– 50 grammi di semi di senape gialla
– 50 grammi di semi di senape scura
– 80 grammi aceto di mele
– 80 grammi acqua
– 4 cucchiai d'olio extra vergine d'oliva
– 30 grammi zucchero di canna grezzo
– un pizzico di sale
Procedimento
Lasciate i semi in ammollo nell'aceto per una notte. Poi trasferite i semi in un frullatore con tutti gli altri ingredienti tranne l'olio e frullate finché otterrete una crema non troppo liscia. A questo punto aggiungete l'olio a filo. La vostra salsa potrete conservarla in frigo ben chiusa in vasetti di vetro per molto tempo.


SESAMO 
Anticamente in India era prevista un'offerta di quattro vasi di sesamo nero nelle cerimonie funebri; tale offerta avrebbe favorito il passaggio del defunto nell'aldilà. Ancora oggi i semi di sesamo (sia bianco sia nero) sono considerati un simbolo di immortalità e profondamente legati ai culti sacri. Il sesamo per la presenza di alcune proteine (Bet v1, Ses I1, Ses I2 e Ses I3) può essere causa di allergia alimentare. I semi di sesamo li uso per condire un'insalatona di tofu crudo!

SOMMACCO 
Leggendo il nome di questa spezia mi è venuto il mente il 'tomacco' di Homer Simpson in una puntata crea una fusione tra i pomodori e il tabacco.
I frutti, raccolti prima che giungano a maturazione e fatti essiccare, una volta tritati danno vita ad una spezia dal sapore acidulo, simile al succo di limone, quasi sconosciuta in occidente ma particolarmente usata nella cucina mediorientale: Libanesi e Siriani la usano per insaporire il pesce; Iracheni e Turchi la aggiungono alle insalate; Iraniani e Georgiani vi condiscono il kebab. Ideale con lenticchie, cipolle e salse di yogurt. Se ne ricava il succo immergendo i semi triturati in acqua per venti minuti (circa 1dl d'acqua ogni 35 grammi di semi) quindi si scolano e si strizzano

TAMARINDO 
I frutti del tamarindo sono commestibili. La polpa dei frutti acerbi è molto aspra ed è quindi adatta a piatti di portata, mentre i frutti maturi sono più dolci e possono essere usati per dessert, bevande o spuntini.
La polpa è usata come spezia tanto nella cucina asiatica quanto in quella latino-americana, ed è un importante ingrediente delle salse Worcester e HP. Il tamarindo è un componente fondamentale della dieta dell'India Meridionale, dove è usato per preparare il Sambhar (zuppa di lenticchie speziata, con molte verdure), il riso Pulihora ecc. Il tamarindo è venduto nei negozi indiani di tutto il mondo. È anche consumato come dolce in Messico e sotto forma di spuntini nell'Asia sud-orientale (seccato e salato, seccato e candito, come bevanda fredda, ecc.).
In Italia è conosciuto soprattutto come sciroppo.

VANIGLIA 
La vaniglia (Vanilla planifolia) è un'orchidea originaria del Messico che dà frutti commestibili: i baccelli. I baccelli della vaniglia possono raggiungere i 30 cm di lunghezza e, una  volta colti, vengono fatti fermentare ed essiccare.
Esistono diverse piante della vaniglia, tra queste la pregiata vaniglia Bourbon, dell'isola Réunion e del Madagascar, e la vaniglia Tahiti, dai baccelli molto scuri e carnosi e dall'aroma fruttato e dolce. L'utilizzo in cucina della vaniglia risale alla notte dei tempi, quando gli Aztechi la univano al cacao per ottenere una bevanda dolce, antenata del nostro cioccolato aromatizzato alla vaniglia. Secondo una leggenda l'imperatore azteco Montezuma offrì a Hernando Cortés del cioccolato profumato alla vaniglia che il conquistare spagnolo riportò in patria facendone scoprire il sapore a tutto il Vecchio Continente.
La vaniglia è utilizzata principalmente nelle preparazioni dolciarie, per aromatizzare zucchero, cioccolato, latte e liquori e la crema di vaniglia è uno degli ingredienti principali di molte torte e dolci. La vanillina copre il sapore di lievito e profuma torte e biscotti rendendoli ancora più allettanti. In alcune cucine, come quella orientale o africana, la vaniglia è un aroma utilizzato anche per preparare pietanze salate.



ZAFFERANO 
Gli stigmi dello zafferano contengono oltre 150 sostanze aromatiche volatili, componenti il suo olio essenziale. Inoltre è uno degli alimenti più ricchi di carotenoidi (crocetina, α-crocina, picrocrocina e safranale) che conferiscono il tipico colore giallo-oro alle pietanze, e vitamine A, B1 (tiamina) e B2 (riboflavina).
L’uso dello zafferano in cucina, invece,  spazia dall’antipasto al dolce, ma le combinazioni migliori si hanno con il riso e le salse delicate. In questi casi il gusto dello zafferano arricchisce, colora ed esalta i sapori.
Solitamente questa spezia va aggiunta a fine cottura, altrimenti perde il suo sapore e il suo profumo. Bisogna prestare particolare attenzione anche al dosaggio: per tre/quattro persone è sufficiente una bustina da 0,15 grammi.
In alcuni casi (nei piatti in umido, per esempio) è possibile aggiungerlo fin dall’inizio della cottura, stemperandolo però in acqua.



ZENZERO
Lo zenzero viene usato come antinfiammatorio e digestivo ed è tra i più efficaci medicinali antinausea e antivertigine. Con lo zenzero si possono trattare disturbi come il mal d'auto, il mal di mare, la nausea mattutina. Le sue proprietà anitemetiche sembrano risiedere in effetti locali sulle pareti dello stomaco e dell'intestino. I principi attivi della pianta si concentrano tutti nella sua radice: sostanze non volatili, come i gingeroli, resine e mucillagini. In un recente studio americano, la polvere di zenzero è stata paragonata con un noto farmaco antiemetico, la metoclopramide, e con un placebo per valutare l'incidenza della nausea e del vomito post-operatori. Dall'indagine è emerso che delle 60 donne in attesa di intervento chirurgico, il gruppo di quelle trattate con 1000 mg di zenzero ha reagito esattamente come il gruppo delle donne trattate con 10 mg di metoclopramide. Il mio personalissimo commento è 'schiiiifoooooooooo'


MISCELE DI SPEZIE
BAHARAT: è una miscela di spezie finemente tritate usata nella cucina libanese, siriana, giordana, palestinese e genericamente mediorientale.  
Miscela classica: pimento, pepe nero, chiodo di garofano, cannella, cardamomo, coriandolo, carvi, noce moscata, paprica. 
Miscela turca: alla miscela classica si aggiunge menta. 
Miscela tunisina: alla miscela classica si aggiungono petali di rosa. 
Kebsa o Baharat del golfo: miscela usata nel golfo persico. Alla miscela classica si aggiungono lime essiccato (loomi) e zafferano.

BERBERE': è una miscela di spezie, la cui composizione è tradizionalmente: peperoncino, zenzero, chiodo di garofano, coriandolo, pimento, Ruta graveolens, ajowan, può comparirvi anche il pepe lungo. È un ingrediente chiave delle cucine eritrea ed etiope.

CREOLA: è una miscela di pepe bianco, pepe nero, pimento, pepe verde e pepe rosa

CURRY:designa tutta una varietà di miscele, in uso principalmente nel sud-est asiatico, meno note in Italia con i loro nomi specifici, di cui il più diffuso è il green curry o kaeng khiao wan Thailandese, polvere verde contenente varietà orientali di basilico. Molto diffusi sono anche il kaeng kari o curry giallo, kaeng phet o curry rosso, curry diabolico in uso a Singapore e Malacca (con Noce indiana e Galangal), Prik khing curry di tradizione cino-thailandese, il massaman curry o nam phrik kaeng massaman, il curry giapponese o karē, e moltri altri che oltre o in sostituzione degli ingredienti del curry indiano possono contenere citronella, scalogno, coriandolo, peperoncino, cumino e altre spezie o essenze.

CAJUN: è una miscela di:paprica dolce, cipolla ,peperoncino di cayenna, aglio, zenzero, pepe bianco, pepe nero, timo,origano,sale.

DUKKAH: è una miscela egiziana di erbe, spezie e frutti essiccati e tritati. Tradizionalmente è mangiata immergendo pane arabo non lievitato (tipo pita) dapprima nell'olio d'oliva e quindi nella dukkah. Viene mescolato alle insalate o sulle verdure e spesso è usato per impanare pezzi d'agnello o di pollo, gamberi e pesci così da formare una crosta croccante e saporita. Composto da:nocciole o ceci, sesamo, pepe, coriandolo, cumino e sale

HUA JIAO YAN: è una miscela di pepe di Sichuan e grani di sale, tostati e bruniti in un wok

MA'LA': è una miscela di spezie tipica della cucina del Sichuan realizzata con pepe di Sichuan e peperoncino.

MITMITA: è una miscela di spezie polverizzate usata nella cucina etiope, composto da: bird's eye(peperoncino), cardamomo, chiodi di garofano, cannella, cumino, zenzero, sale

PAIN D'EPICES: è un dolce, principalmente natalizio a base di una miscela di spezie (cannella, zenzero, noce moscata, chiodi di garofano) e miele (qui la mia ricetta per prepararlo in casa)

PANCH PURAN:è composto da 5 spezie non tritate e mescolate in parti uguali: semi di fieno greco, semi di nigella sativa, semi di senape, semi di finocchio,semi di cumino


RAS EL HANOUT: miscela molto ricca, ne esistono numerosissime varietà a seconda dei gusti dei diversi preparatori e degli acquirenti. La formulazione classica comprende: noce moscata, cannella, macis, anice, curcuma, pepe rosa, pepe bianco, galanga, zenzero, chiodo di garofano, pimento, cardamomo nero, cardamomo verde, boccioli di rosa, lavanda.

SHICHIMI TOGARASHI: Come il nome suggerisce è composta di sette ingredienti; il principale dei quali è un tipo di peperoncino rosso chiamato togarashi, al quale sono aggiunti: scorza di mandarino (che gli conferisce il tipico colore arancio), semi di sesamo (in alcune ricette si preferisce il sesamo nero), semi di papavero, semi di canapa, alga nori tritata, pepe di Sichuan. In alcune zone la canapa viene sostituita da zenzero o da aglio tritato. Alcune ricette aggiungono colza, zenzero o liquirizia.

TABEL: è una miscela di spezie molto impiegata nella cucina araba, in particolare quella tunisina. È composto da aglio secco macinato, peperoncino rosso secco, coriandolo e carvi, una spezie ricavata dai semi del carvi

TAKLIA: composto da aglio schiacciato e sminuzzato e coriandolo selvatico fritto

TAMARO: composto da tamaro, coriandolo, finocchio, anice stellato, anice, cannella.

ZATTAR: è una mistura di spezie tradizionalmente composta da timo, sesamo e sale. Ma può anche includere origano, cumino, semi di finocchio, santoreggia, maggiorana, sommacco, issopo. Come per molte miscele orientali di spezie ogni famiglia ha la sua ricetta. Si conserva sott'olio, sotto sale, o fatta essiccare al sole.


CONDIMENTI DERIVATI DA SPEZIE
TABASCO
Ingredienti:
-peperoncini tabasco 640g
-sale grosso 20g
-aceto di vino bianco 20cl
Procedimento:
Per il macerato tritare i peperoncini, inclusi i semi, in maniera fine. Aggiungere il sale e lasciare il un contenitore sterile chiuso con un tovagliolo pulito. Lasciar fermentare almeno un mese, meglio se più a lungo, l'originale fermenta per tre anni. Quando la fermentazione si ferma mettere il macerato in un nuovo contenitore, aggiungere l'aceto e lasciar riposare almeno una settimana. Dopo di che mettere il composto in un colino e spremerne il liquido. Imbottigliare e conservare in frigo aggiungendo eventualmente del sale

TAHINA
I semi di sesamo vengono tostati con delicatezza per evitare che inaspriscano. Vengono quindi triturati e la farina che ne deriva viene quindi allungata con olio di sesamo, fino a formare una pasta, simile al burro di arachidi ma di consistenza fluida.
Ha un sapore tipicamente di noci, con un aroma che ricorda quello delle arachidi, ma è meno dolce e con una nota tostata.

SALSA WORCESTER
La salsa viene fatta invecchiare per tre anni in botti di legno, e tra gli ingredienti si annoverano cipolle britanniche, aglio francese, acciughe sotto sale spagnole (che eviteremo!), cipolla scalogna olandese ed erbe aromatiche. Dopo l'invecchiamento, viene aggiunto aceto di malto, tamarindo di Calcutta, chiodi di garofano del Madagascar, peperoncino rosso della Cina e melassa di canna da zucchero dei Caraibi.


Finito!! Vi è interessato l'articolo? Lasciate un commento, è stata lunga ma alla fine l'ho concluso. Buon appetito e andare a sperimentare con le spezie!! 

10 commenti:

  1. Sono un'amante e sostenitrice dell'uso delle spezie in cucina. Cambiano sapori con pochissimo! certo non tutte mi piacciono, alcune proprio non le sopporto. Altre invece sono delle e vere e proprie scoperte. Come lo zatar. L'ho scoperta qui a Doha e metà dei miei pranzi settimanali sono composti da pita e zatar ! per me è quasi una droga, buonissima!!
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  2. Che lavorone che hai fatto! Grazie!
    Tantissime non le conoscevo nemmeno, molto interessante!
    Anche le indicazioni per come e dove usarle ... post molto approfondito e utile!
    Buona giornata
    Serena

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    1. Grazie a te, anche io non ne conoscevo molte, devo rimediare assolutamente!

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  3. Bellissimo questo post!
    Adoro le spezie e ne ho una discreta collezione, mi piacciono molto anche perché permettono di ridurre il sale dalle ricette (ipertensione purtroppo) anche se il sale nelle giuste dosi mi piace molto (ne ho una bella collezione anche di questi ed ho fatto anche una rubrica sulle ricette con i vari sali che però è un po' che non prendo in mano).
    Tantissime spezie di quelle che hai elencato non le conoscevo e mi sembrano molto interessanti.
    Ho la fortuna di poter andare spesso negli Stati Uniti (Chicago) perché mio figlio abita là e mi diverto un mondo nei supermercati dove ci sono un sacco di alimenti che non conosco ed il bello è acquistarli e provare a cucinarli dopo che mi sono fatta spiegare a sommi capi a cosa servono (ho anche una rubrica che si chiama "Cibi dell'altro Mondo").
    A Chicago trovo anche molte spezie, soprattutto sudamericane dato la forte presenza di ispanici e magari guardandoci bene posso trovare qualcosa che hai segnalato tu in questo post o magari qualcosa di ancora più diverso.
    Ci sono anche i Farmer Market, tutto biologico dai contadini, una meraviglia, adesso ritorno là il 19 Settembre e non vedo l'ora di fotografare tutto dopo aver studiato bene il tuo post.
    Sarebbe interessante anche provare a fare una ricetta per le varie spezie che si riesce a trovare.
    Grazie delle indicazioni, preziosissime
    Ciao
    Norma

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    1. Wow che bello e complimenti per la rubrica!

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  4. ciao sono passata a lasciarti un saluto ed ho trovato una guida interessantissima, complimenti!!

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